"Mi chiamo Matteo Caccia., ho trentatre anni. Un anno fa ho perso la memoria. Da quel giorno per me ogni volta è la prima volta."
Sei a teatro, ad un concerto di pianoforte.. stai guardando la pianista.. e ti rendi conto di non sapere cosa ci stai facendo, lì. A dirla tutta, non sai nemmeno come ti chiami. Non sai chi sei. Tutto ciò che è stato prima di ora, non lo ricordi più. La tua famiglia, i tuoi amici, il tuo lavoro. Tutto spazzato via. Esci fuori. Un po' di aria potrà magari aiutarti a schiarire le idee. Niente. L'unica cosa che hai, un foglietto con un numero di telefono, e un nome: Eva.
Questo il riassuno del primo capitolo del "diario" di Matteo Caccia, vittima, appunto, di amensia. Da ora in poi, qualsiasi cosa vedrà, qualsiasi persona con cui parlerà, ogni sua esperienza, sarà la prima in assoluto.
Letto in tre giorni, avvincente fin da subito. Non risulta mai pesante, anche grazie a capitoli al massimo di un paio di pagine. E, nonostante "il dramma" accaduto al protagonista (gli sarà capitato veramente, poi? Mah..), il tutto è molto divertente, non manca di strappare un sorriso ad ogni pagina.
Consigliato, decisamente.
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