lunedì 30 luglio 2007

... ah dimenticavo

Devo prendermi anche un'ottica per iniziare a fare macro... ma da che parte iniziare, per sceglierla? :-(
Posted by Picasa

Quando la gente non si fa i cazzacci suoi

Prendo spunto da questa fotografia, scattata Giovedì scorso, ad una pseudo cena di lavoro, per un altro post atto a palesare la mia misantropia crescente. E se non sapete cosa significhi questo termine, è il caso che vi compriate un vocabolario.. O che usiate internet in modo più costruttivo, che cazzo. Wikipedia, mai sentita? Ma non fatemi divagare, zio Ludvic! Sorvolerò, per ora, sull'organizzazione, partita come una semplicissima uscita tra 5/6 colleghi, e diventata, a scapito di Tia (che avrebbe fatto benissimo a tirare giù una Bosnia), una pseudo/cena/aziendale. Grazie a quelle persone che se gli dici: "Non far girare la voce, eh?!" Subito vanno a spifferare ai quattro venti.. E poi hanno il coraggio di:
  • rompere i gioiellini per l'organizzazione generale (prossima volta, fallo tu, allora.. ma hai mai proposto niente?)
  • NON dare una conferma (e in caso di prenotazione, che si dice: "Saremo forse 14"?)
  • lamentarsi per chi non conferma (..............)
  • fare lamentele su chi è stato chiamato (hai ragione.. prossima volta, ti lasceremo a casa)
Ma cazzo, non di questo, voglio raccontare.. A fine cena, un'ape, mezza rintronata non so se dal caldo, o dalla roba che stava slurpando, si sofferma sul tavolo, davanti a me.. subito presi un bicchiere, e glielo misi sopra per non farla svolazzare troppo in giro.. lo scopo di questo mio atto criminale, il desiderio di farle una bella fotografia.. Precisazione: avevo portato la reflex, pensando di far cosa gradita, per immortalare una delle rare occasioni in cui ci si trovava fuori dal lavoro.. già dai primi 5 scatti, i simpaticoni della situazione, a sollecitarmi a smetterla.. o posticipato ad un momento migliore, magari erano ancora freddini.. qualche scattino qua e la, all'arrivo delle portate, e qualche cazzatina con Tia.. E subito rieccoli: "Ma che foto fai", "Ma ti credi un artista", "Piantala", "Ma fotografi le brocche dell'acqua?" Devo aver risposto qualcosa come: "Che ti frega, se fotografo ciò che mi pare?" .. e solo una sono riuscito a farne, anzi, neanche, che quella qui sopra era lo scatto di prova per vedere se le impostazioni potessero andare bene; poi hanno alzato il bicchiere ("Ma falla uscire, va!"), e l'ape, svolazzata via.. Ma a te ti frega qualcosa, veramente, di quell'ape? O sei uno di quelli che magari, appena vede una zanzara, vai di spray/placchette/zampironi/cartemoschicida/etc? Mi sa la seconda, vero? Immagino quella sera ti sentissi in vena ecologica.. paura che rubassi l'anima della bestiolina? Ma fatti i cazzi tuoi, e sbattitene le palle, di come uso la macchina fotografica, bene? Per quanto ti riguarda, potrei usare il corpo macchina come posacenere, ma visto che non me l'hai pagata tu, non giudicare, e tieni la fogna chiusa.. e i tuoi commentini del cazzo, facci indigestione!
Posted by Picasa

Facciamo il punto..

Periodo un po' così.. nervi spesso a fior di pelle, mi incazzo e scarico per cose futili su persone che non centrano niente, e che non se lo meritano.. Concatenazione di molti fattori: il non riuscire mai ad organizzare il tempo e le persone per fare le cose come veramente vorrei, il parlare e non essere capito, cazzo, e dover ripetere le stesse cose più e più volte.. ed ancora.. da capo.. Frustrante. Già al lavoro (ancora per poco, gné gné!) mi sembra di essere poco considerato, e di ripetere le solite cose, alle solite persone, che il giorno dopo, se non l'ora dopo, verranno ancora a menarla, e da capo ancora... Avere voglia di fare mille cose, ma poi chissà perché, non si riesce a far niente, o nei migliori dei casi poco, ed allora sorge il dubbio che non si aveva tutta questa voglia di farle, ma so anche che non è così, cazzo.. Attendendo una svolta, che presto arriverà, o è già arrivata, o che non arriverà mai, dopo tutto.. Ma comunque, so di essere ancora e sempre ottimista.. Mi sa che ho letto troppi post di Max, questa volta..

mercoledì 25 luglio 2007

Sopra Molveno

Cosa ti sembro?

lunedì 23 luglio 2007

La gran finzione in Plaza de Toros

Eccoci giunti al grande giorno.. il concertone della sera.. al quale, avrei dovuto partecipare anche io, infiltrandomi, con le mie doti camaleontiche, tra i vari musicisti.. Se questo non bastasse, non potendo rimanere sul palco a bere il tea, e leggermi il giornale, avrei dovuto anche far finta di suonare un clarinetto.. Ma ogni cosa a suo tempo.. Prima di arrivare al concerto, naturalmente, bisogna prepararsi, vestirsi, organizzarsi, caricare il furgone, partire.. Tutto molto facile, vero? Già, come no.. Dopo doccia, indossato i vestiti di scena: pantaloni neri, calzini neri, scarpe nere (spazzolate per l'occasione!), camicia nera a maniche lunghe... sìsì, capito bene: a Valencia, con una temperatura esterna da friggere un uovo direttamente nel culo della gallina, dovevamo indossare camice nere fino ai polsi. Noi maschi. Perché le fanciulle, erano tutte allegre, nei loro vestitini (da stupro... ok, io non l'ho scritto--- ups!) neri tutti scollati, senza spalline, etc.. Noi, invece, le pezze sotto le ascelle, solo a pensare di uscire al sole.. e la bava alla bocca, a guardare le signorine (qui, le foto di Michelangelo, proclamato da me, "Maestro e signore dell'arte fotografica").. Disidratazione galoppante.. in più, il valoroso duetto del Transit (io e Roberto) doveva anche stare appresso alle due corriere, con un carico effettivo di moltissimi soldi (cazzo, ho sentito parlare di €40.000 solo di uno strumento), ed un carico emotivo di almeno un'ora di raccomandazioni, tra la sera prima, quando è stato (ho) caricato il furgone, alla partenza vera e propria.. Direte voi: cosa vuoi che sia, seguire due corriere? Beh, se delle due, prendi di vista quella guidata da Valentino Rossi, o forse dal Ghost Rider (lo stuntman), vi dirò, sono parecchio cazzi.. Naturale, che io abbia deciso di seguire questo.. già dopo credo 5/6 Km, l'altra corriera era ormai un puntino all'orizzonte, ma eravamo ancora su terreno di gioco facile. Una volta entrati in città, deve scattare qualcosa, nella testa degli autisti spagnoli, che non fa più vedere i semafori, le corsie, e fa disimparare a mettere le frecce. Altrimenti non riesco a spiegarmi.. semaforo verde: passava. Semaforo giallo: passava.. vabbé. Semaforo rosso... passava. Passava? PASSAVA!!! Ma non ti sei accorto, amicone, di questo furgoncino con tanto di "A" rossa, che ti sta pedinando dall'albergo? Stai trasportando musicisti.. Li hai visti caricare strumenti? No.. Ti verrà un attimino il dubbio che gli strumenti, siano proprio nel Transit? NO?! Neanche a dirlo, Roberto, con la sua flemma, che gli bestemmiava in svariate lingue.. ho riconosciuto il classico latino, il greco, un dialetto aramaico, e forse qualcosa di indigeno.. tutto alla spettabile attenzione della madre del carissimo... Da parte mia, ammetto che guidare, già bello accaldato di mio, cercando di pedinare una corriera impazzita, con un pitbull rabbioso al fianco che mi diceva di stare attento qua e là, cercando anche di calmarlo, non è che mi sia riuscito benissimo .. le vene della testa le sentivo belle pulsanti, gli occhi anche, me li sentivo come quelli di un toro... no, forse non era il posto giusto, per sentirsi come un toro... Arriviamo ad un semaforo, distanziati di circa una decina di metri, causa traffico, e dobbiamo fermarci. Per noi, il rosso, è ancora un colore sacro... dobbiamo fermarci a venerarlo. Ripartiamo.. e la corriera non c'è più.. non è possibile.. eppure è così.. Roberto sbarella una paio di ostiòni, s'incendiano un paio di suore sulla strada, ed io sto per entrare in modalità Berserk.. NO! Fermi tutti! Siamo proprio alla Plaza! Tiriamo un sospirone di sollievo, che già ci immaginavamo a vagare alla cazzo.. e visti i nostri precedenti.. Ci si trovava, però, su una strada con parecchie corsie, piene di macchine, e noi eravamo troppo a destra.. Dovevamo adottare una soluzione drastica, se non volevamo rimanere intrappolati nel flusso.. Soluzione? Freccia a sinistra, finestrino abbassato, braccio fuori a mo di freccia, e testa fuori anche lei, che male non fa.. non mi hanno insultato neanche più di tanto. E' brava gente, alla fine.. Nuovo problema: eravamo su una corsia, quindi utilizzata dal traffico, e noi non potevamo cercare posto peggiore per fermarci, ed iniziare a scaricare gli strumenti. Che a dirla tutta, non ci avremmo messo nemmeno tanto, se non fosse stato per i continui: "mi tiri giù quello", "mi rimetti su questo", e di gente che veniva a far richieste anche tre/quattro volte.. capisco tutto, ma gente, abbiate l'intelligenza di venir incontro a due poveracci, vestiti di nero, per di più con la camicia a maniche lunghe con 38°, incravattati, che spostano strumenti, cercando nel contempo di sbrigarsi a spostare il furgone per non farsi linciare da un poliziotto, che dapprima molto gentilmente ci ha lasciato fermare lì, ma dopo dieci minuti (giustamente), iniziava ad essere scocciato del casino che stavamo provocando.. L'ho già detto, ma lo ripeto: prossima volta, disegnerò un cerchio dietro al furgone, e chi si avvicinerà, non autorizzato, gli faccio cadere un tuba (strumento più suonatore) in testa! Scaricato il tutto, avanti alla ricerca di un posteggio nei pressi dell'arena.. Chissà perché ai tempi, non hanno pensato ad un bel parcheggio sotterraneo di cinque piani, climatizzati, e magari custoditi.. quanta poca lungimiranza! Ancora ho dovuto combattere con il traffico, ma questa volta, avevamo un'arma al nostro servizio: una ragazza spagnola, che fungeva come accompagnatrice (nel senso che accompagnava, nel significato stretto della parola, niente di illecito!!), ma che naturalmente masticava l'italiano come noi lo spagnolo.. situazione più che comica. Ma nel giro di 15 minuti, sono riuscito a:
  1. infognarmi in una strada strettissima, rischiando di portarmi a casa TUTTI gli specchietti delle macchine parcheggiate ai lati
  2. arrivare davanti al parcheggio, mancare l'uscita, e ripartire per un altro giro dell'isolato
  3. fare a gara di precedenza con un paio di tassisti locali
  4. intrattenere una breve discussione con la spagnola a bordo, che diceva che i tassisti pensano di avere il diritto di precedenza su tutto e tutti; io ribattevo di avere la precedenza sui tassisti spagnoli, vara ti!
  5. Ributtarmi nello stesso vicolo di prima
  6. sentirmi una serie di sciracche da Roberto, secondo il quale stavo per cavare lo specchietto a un furgone.. prospettive diverse... per me mancavano ancora 5 cm buoni..
  7. buttarmi nel parcheggio, tagliando la strada ad un tassista, per confermare la mia tesi di superiorità
  8. far ridere la tipa spagnola, che per non sbagliare,
  9. ha iniziato anche a darmi sberle..
Parcheggia, ritornano tutti i musicisti alla carica, dopo aver montato gli strumenti, a riconsegnare le custodie.. altro bagno di sudore.. finito il tutto, prendi il clarinetto che il buon Alessandro mi aveva montato e prestato, corsa all'interno dell'arena per trovarmi con gli altri, per prepararsi a fare l'ingresso.. clima molto tranquillo, mi è stato spiegato come tenere le mani sul clarinetto.. ho provato anche a soffiarci dentro, e ne è uscita anche qualche nota.. questo ha scatenato il mio IperEgo, che già voleva la parte da solista quella sera.. Saltellavo in giro battezzando di stronzate sia i miei "fratelli della Repubblica dei clarinetti", sia tutti gli altri. Almeno, ho fatto fare quattro risate.. Ah, non posso non riportare le frasi che più spesso mi sono stare rivolte:
  1. Ti hanno spiegato come tenere lo strumento (con te, solo in 9.123.873.075, grazie)
  2. Mi raccomando, fai vedere che muovi le mani, altrimenti ti sgamano subito (beh, dai, non sono ancora così pirla)
  3. Mi raccomando, la mano sinistra, non toglierla mai, non esistono note fatte solo con la destra (occhei... solo una domanda: qual'è la sinistra, e qual'è la destra?)
  4. Non soffiare, che magari ti parte una nota in una pausa (ma se per buttare fuori un paio di note, ho rischiato la sincope? Ho un clarinetto con ancia dura, e per di più mi è stata sabotata almeno sette volte, per evitare che emetta il più che minimo rumore!)
  5. Non far finta di suonare, quando i clarinetti sono in pausa, magari, segui dal leggio (se sapessi leggere dal leggio, magari saprei anche suonare, e non avrei bisogno di far finta, che dici?)
  6. Sai dove metterti? Sei con i terzi (o quinti, boh...) clarinetti (ma dai? E io che volevo mettermi in prima fila, coi fluti!).. cerca di non metterti vicino ad un'altra "comparsa" (questa poi, esilarante, ma la spiegherò poi)..
Arriva il gran momento dell'ingresso in Plaza de toro, e m'ha fatto un certo effetto, devo ammetterlo, il rimanere in mezzo all'area dove solitamente si svolge la Corrida.. insomma, diciamocelo, di solito ci sta gente importante, io cazzo centro? E chi sono io per andare contro la volontà Superiore (di Andrea...)? E perché mi faccio queste domande? Bah, chissenefrega.. Fatto sta che mi trovavo impalato, con uno pseudo piffero in mano, con la testa immobile, ma gli occhi velocissimi a continuare a guardare tutto ciò che riuscivo.. Me ne sbattevo delle telecamere che vedevo passare: una a mano, e una su giraffa; tanto, anche se mi avessero ripreso, e avessi fatto finta di suonare, anche un cieco si sarebbe accorto del bluff. Neanche alla musica, badavo molto, e quasi non me ne sono accorto, quando hanno finito di suonare. Via con l'uscita, che un pochino mi ha riportato al periodo di car al militare.. Questa era solamente una presentazione, non faceva testo per il concorso, per il quale mancavano ancora parecchie ore.. Perché non svagarsi un pochino, rimettendo tutti gli strumenti sul furgone? Ed ecco ripetersi il solito copione: tutti impalati davanti alle porte posteriori, a volersi liberare dello strumento, ma raccomandandosi più e più volte.. ancora gente che tornava, chiedendo di poter riprendere qualcosa che aveva dimenticato.. Ancora i nervi che iniziavano a reclamare il sangue..
Conclusa l'operazione, la decisione di montare la guardia al mezzo, ed il primo turno è spettato a Roberto (dopo un piccolo equivoco, per il quale il furgone è rimasto incustodito per qualche minuto.. ma meglio non farlo sapere troppo in giro!!), che comunque è rimasto in buona compagnia.. Ne ho approfittato per una visitina con Elisa al centro di Valencia, una serie di foto, visibili cliccando sull'album qui in fondo, e per prendere delle cartoline, che ora mi viene in mente, devo ancora non dico spedire, ma anche compilare... azzo.. Naturalmente i francobolli non li vendono assieme alle cartoline, e siamo andati alla ricerca di un rivenditore autorizzato. Di cui, neanche l'ombra.. Ma ecco il colpo di genio: Elisa che per chiedere indicazioni, si fionda in un baretto, cartoline alla mano, mimando il gesto di attaccarci qualcosa. Naturale, che dopo un momento di esitazione, il barista ci abbia dato una penna.. ripetuto il gesto aggiungendo anche la mimica della leccata, e già temevo che capisse chissà cosa.. ma forse sono perverso io.. Questo scoppia a ridere, e ci fa capire che "Noi non li vendiamo..". Grazie tante, signor Della Lampada, lo sappiamo anche noi, che non li vendete.. ma cercare di fargli capire il sarcasmo, la vedevo molto, anzi, troppo dura. Abbiamo deciso di tornare al parcheggio, per montare al nostro turno di guardia.. e per mangiare qualcosina, perché no..
2007 07 06_prima del concerto

lunedì 16 luglio 2007

State iniziando a stufare..

Gente, non ho voglia di ripetermi.. levatevi dal cazzo, non tenete occupata la corsia di sinistra senza motivo, specie se guidate a velocità "intasa traffico". Poi non lamentatevi, se la gente, vi supera a destra.. non sono dei criminali.. pensateci.. e segnalate, i cambiamenti di direzione! Le frecce, non sono installate per bellezza, merda di babbuino!
Come saltano all'occhio, certe cose, quando si cambia la prospettiva di guida..

sabato 14 luglio 2007

Secondo giorno valenciano..

Visita al famosissimo acquario Valenciano.. o meglio, alla zona "culturale", e stravagante della città. L'Oceanogràfic, e tutta la marasma di musei, con queste strutture futuristiche, fighissime da vedere, penso si chiami qualcosa come Ciutat de les Arts i les Ciències [Città delle arti e delle scienze (naturalmente, sono andato a ricercarlo su Wikipedia, il nome originale)], è il più grande pescivend... acquario di Europa, e fa un certo effetto, specie a chi (IO) non ha mai messo piede in posti simili.. Voglio dire.. entri, e ti trovi in vetrina pesci di quasi ogni tipo.. che se la cazzeggia... e tu non fai altro che pensare a quella scena de "Lo squalo", quella dei tizi nel tunnel sottomarino, e poi arriva il protagonista, e decide che non ha niente di meglio da fare che prendere a capocciate il tunnel, perché no... poi ti dicono che gli squali ci sono veramente, RISATE! Alimentiamo le paranoie!! Partiamo dall'inizio, però, e torniamo sull'autobus... come una brava scolaresca, avevamo deciso di andare a visitare questa zona, chi voleva, entrava, o al pescivendolo, o al Mart versione spagnola.. costo biglietto, €23.00 cadauno.. Eravamo di fronte a queste scelte:
  1. vedere i pesci e le forme di vita marine, come le piovre da venti metri, etc etc
  2. entrare al museone, a scoprire le meraviglie della scienza, e farci una cultura, razza di 'nioranti!
  3. entrare in tutti e due, cercando prima di vendere un pochino di popo', per avere tutti i soldini, e dopparsi un pochino, per l'immensità di quanto avremmo dovuto girare.
Ma ecco giungere il divino Alessandro Z, dove la Z non sta per Zorro, ma quasi, a rivelare il segreto di Fatima: "Con €25.00, è possibile fare il biglietto doppio!" Chi ha sentito queste parole (fortunatamente eravamo pochi), subito a urlato al miracolo, e si è fatta prendere da convulsioni mistiche.. anche il sottoscritto, noto eretico professionista, ha avuto un attimo di commozione, e ha ringraziato la Madonna.. magari in un modo un pochino stravagante, ma vabbé, che si pretende? Andata per l'ingresso a €25, che tanto, se si riesce a entrare in tutti e due meglio, altrimenti ciccia.. Scesi dal pullman, dopo i soliti (lunghi) attimi per organizzare tutti (che naturalmente, c'è sempre gente che devi corrergli dietro e ripetere le cose), abbiamo mandato il solito Maestro Andrea, che grazie alla sua autorità, alla conoscenza delle lingue, ma anche alla sua stazza, perché no, era l'uomo perfetto da sacrificare alla biglietteria.. una lotta estenuante, che però l'ha visto vittorioso.. Grandissimo! Non descriverò l'interno dei due edifici, spero le fotografie parlino da sole (considerato che QUALCUNO, mi ha criticato di metterci un sacco di tempo negli spostamenti, perché impegnato a far foto.. stesso QUALCUNO di cui parlerò tra non molto), ma devo dire, che il contenuto del museo delle scienze, NON ha suscitato grandi favori. Vedendo l'esterno, ci si aspettava chissà che.. a me non è dispiaciuto affatto.. tante robette da vedere più o meno interessanti.. tra tutte: teca piena di uova, in ambiente tenuto caldo, per la cova. Mai visto, dei pulcini appena nati, freschi freschi d'uovo.. un po', mi hanno impressionato: uno sembrava esausto, era fermo immobile affannato, e mi dava l'impressione di non durare molto, ed un altro ancora, che si dimenava per mettersi in piedi, con poco successo.. e scalciava l'aria.. spero che per la sera, li abbiano tirati fuori.. mica bello, sarebbe vedere le creature morte in vetrina..
Finita la visita, la carissima Elisa, ha proposto un giretto verso il porto, da dove sarebbe partita la corriera, per riportarci a casa.. ci ho messo un po' a convincermi, forse ero cotto dal sole, ma sono stato un pochino restìo, per paura di perdere il passaggio.. poi sai che casino? Già è un casino capirsi tra noi della stessa lingua, figurarsi con gli altri. E poi anche Ely, non è che abbia fatto pressione decisa, sembrava poco convinta anche lei.. fatto sta che ci siamo incamminati a piedi, seguendo le indicazioni di un Neo Zelandese.. sìsì, uno della Nuova Zelanda.. che ci ha indicato la strada.. che se aspettavamo un qualsiasi mangiatore di palle di toro... a sentirlo, tempo dieci minuti, e saremmo arrivati a destinazione.. invece ne abbiamo usati venti, ma con pausa gelato, in un bar di una tizia, che per farle capire "Ice cream", ho dovuto mimare di leccare un gelato invisibile.. numeri!! Arriviamo al porto dove si teneva l'American's cup, e per entrare in zona, si passava per metal detector come in aeroporto.. neanche dentro, ci accorgiamo di avere pochi minuti, per trovare il parcheggio della corriera.. telefonando, abbiamo scoperto che la corriera era sotto un grande orologio, nei pressi di una rotatoria.. ma va? Proprio dove eravamo noi.. guardati intorno.. gira.. cerca, chiedi agli sbirri.. niente.. altre telefonate: "Ma dove siete?", "Sotto l'orologio", "Non vi vediamo".. "Cazzo, siamo proprio sotto all'unica torre, bianca, con orologione.." s'é scoperto poi, che eravamo.. anzi, ERANO 300 metri spostati, dalla nostra posizione.. Ma se Elisa non avesse chiesto a due poliziotti di guardia al traffico, saremmo ancora lì, a cercare la corriera.. Se ci avessero detto semplicemente: siamo di fronte al deposito di Luna Rossa, non sarebbe stato tutto più semplice? Avrei risparimato di rinfacciare a Elisa, per circa 100 volte al secondo che era colpa sua, se rischiavamo di essere dispersi per Valencia, e esser dimenticati da tutti... mi vengono ancora i brividi... brrrr...
2007 07 05_secondo giorno: esplorazione

giovedì 12 luglio 2007

Primo giorno a Valencia!

Il primo risveglio in quel di Valencia, alle 06.30. La sera prima si era andati a dormire relativamente presto. Nonostante il desiderio di andare a cazzeggiare in città, la strana filosofia dei tassisti, che prevede di non chiamare rinforzi, ci ha fatto cambiare idea. Mi spiego meglio: avevamo fatto chiamare un taxi dall'albergo, e già si stavano formando i gruppi, all'esterno, per organizzare al meglio le macchine, e tutto quanto.. Non è stato considerato, che è arrivato un (1!) taxi solo, con la scusa che gli altri erano impegnati.. Sono saliti i primi quattro, e partiti.. Noi rimasti all'albergo, pensvamo che il tassista, vista la mole di lavoro, provedesse a chiamare rinforzi, ma così, pare, non abbia fatto.. Non si sono visti altre macchine, e per andare, tornare, caricare, ci impiegava circa una quarantina di minuti.. facendo due calcoli al volo, saremmo arrivati a Valencia alle 02.30-03.00. Se per il ritorno si fosse ripetuta la stessa attesa per il taxi, avremmo potuto girare un paio d'ore, per poi rimetterci ad attendere il passaggio. Fanculo. Due passi intorno all'albergo, due foto (le ultime del post precedente), e poi a nanna. Alle 06.30, dicevo, grazie al cellulare che si è messo a suonare, ed al mio compagno di stanza che rientrava proprio in quel momento da notte brava in città. Poi corsetta di circa trenta minuti, un po' di esercizi, e già a la temperatura era calda e piacevole. Doccia in albergo, colazione. Da notare come i gruppi, vengano esiliati in altre stanze, durante i pasti. Anche nel nostro caso, avevamo uno stanzone tutto per noi, ma non avevamo diritto al buffet. Peccato. Ma le brioches alla cioccolata, divine.. tanto da rubarle dagli altri tavoli. Con tutta calma hanno iniziato a comparire anche gli altri membri dell'orchestra, e recuperato il gruppetto della sera prima, abbiamo pianificato giretto a Valencia. Il piano: taxi fino alla stazione dei treni, poi con questo, fino a fine corsa, a Valencia.. ritrovo in circa una mezz'ora, il tempo giusto per prepararmi, e andare ad appisolarmi in zona piscina, al sole.. Sveglia, e con somma gioia, scoprire che si stava ripetendo la storia della sera precedente: un taxi, per circa venti persone. Al secondo passaggio, sono arrivato in stazione dei treni. Costo: €5 in quattro. Biglietto del treno, circa €1.2. Una miseria.. Ritrovati tutti, presi i biglietti, e saliti sul treno. La tratta è di una ventina di chilometri, circa quindici minuti, anche grazie al sotto fondo musicale, di musica classica, per una volta con un audio decente. Niente fruscii o che.. delizioso. Scesi dal treno, e subito rallentamenti: ci siamo piantati non capisco ancora perché, almeno 10 minuti tra i binari, ad aspettare chissà cosa. Del resto, quando si inizia ad essere più di cinque, è risaputo che qualcuno resta indietro, chi va avanti, altri si perde, etc etc.. Anche per noi, la mattinata è trascorsa all'insegna dello scazzo organizzativo. Chi voleva vedere il più possibile, chi invece sembrava più interessato a visitare i negozietti coi gadget.. chi se la litigava o battibeccava.. tutto passato, comunque, davanti a una bella porzione di Paella, e un paio di boccali di Sangria, passato tutto.. tutto spettacolare, ho fatto il tris di tutto, anche di sangria, che andava nel gargozzo come fosse acqua.. meraviglia.. un po' meno, una volta pagato il conto (€22 a testa?), quando ho provato ad alzarmi. Tera-abbiocco supremo! E le gambe che grazie all'alcool, le sentivo leggere, leggeeeeere.. Da segnalare il tizio del locale, il cameriere, che faceva gli scherzi alle passanti (come quello di versare la tazzina di caffè, tenuta in realtà col cucchiaino), e tirava loro matto.. Rientrati in albergo, e sono riuscito a mancare Elisa che era andata a prove, tre minuti prima che io arrivassi. Grazie alla politica spagnola di prendersela con calma, anche per portare il conto.. Di seguito, le foto della giornata..
2007 07 04_primo giorno: ambientamento

martedì 10 luglio 2007

Chi è il peggiore?

Stamattina sono andato a riconsegnare il furgone all'Avis di Trento, ed è successa una cosa molto divertente.. al rientro, mi sono messo alla guida della fidatissima Opel Sporca, portata a Trento da mio padre, e ci siamo diretti verso casa. Al cavalcavia di Ravina (quello dove si deve rimanere sulla corsia di sinistra, altrimenti si prende per la destra Adige) una fiat grigia, negli ultimi dieci metri prima che il guardreil separi le due corsie, si butta a sinistra, per salire sul ponte. Naturalmente, le freccie sono optional, per il pilota urbano moderno. Non mi sono scomposto, ho dato un bel frenone, e mi sono messo in coda. Il genio, cosa mi combina, allora? Procedendo, ad una velocità da passeggiata in campagna col trattore a pedali, passa dall'altra parte, ed invece di accelerare (siamo su una strada a scorrimento veloce, checazzo) o spostarsi a destra (la DESTRA, porcatroia! Se quella maledetta corsia è libera, la si deve prendere, straporco zio lupo, altrimenti vattene a guidare in Inghilterra o in Giappone o che altro), continua con la sua velocità da bradipo zoppo. Non dico che dovesse lanciarsi ad una sfida a Need for Speed, ma dai, se fai così, crei colonna, rintronato! Non ho nemmeno sfareggiato, gli sono stato dietro una cinquantina di metri, poi giù la marcia, e via al sorpasso sulla destra. Manovra azzardata, stupida, e tutto quello che volete, ne sono consapevole. E non dev'essere piaciuta nemmeno a Mr Fiat, che ha iniziato a sfareggiare come se fossimo in discoteca, e mi si è attaccato ad un metro dal culo della macchina. Ero nervosetto, e la sua reazione non mi è proprio andata: ho tirato una bella inchiodata. L'Opel Sporca mi è partita un pochino di culo, ed il livello di merda del mio amicone dietro, deve essere stata notevole, vedendo come si è spostato al centro, inchiodando a sua volta.. Mi è comunque rimasto alle calcagna, più distaccato, abbaglianti spianati, e mille gesti. Poi dallo specchietto ho notato che mi puntava il cellulare.. che volesse fotografare la targa? Chiamare le forze di polizia? Bah, vai a capire.. Ad altezza di Calliano, ha svoltato per andare dai Carabinieri (coincidenza?), ed io sono andato per la mia strada.. Ammetto di aver fatto una mossa azzardata, superare a destra, e magari di aver tenuto una velocità un po' altina, circa 110Km/h, ma cazzo, tipo, se ti sei incazzato per questo, sai tu cosa hai fatto?
  1. Spostamento di corsia senza segnalazione con lampeggiatori
  2. in modo inprovviso,
  3. e direi anche senza guardare, da come mi sei arrivato davanti
  4. Hai tenuto una velocità non idonea a quel tratto di strada (troppo lenta) e
  5. non hai mantenuto la destra, nonostante la strada fosse libera.
  6. Non hai rispettato le distanze di sicurezza, ed
  7. il limite di velocità, quando ti sei piantato dietro di me.
  8. Hai usato gli abbaglianti alla cazzo, prima a lampeggi, poi tenendoli alti di propostio.
  9. Hai continuato a minacciarmi, sbracciandoti come uno preda di un raptus,
  10. e hai usato il telefono cellulare mentre eri alla guida..
Cazzo, non male.. magari avresti anche il coraggio di andare a lamentarti alla Polizia, vero?! Poi non so, magari sono stato io a comportarmi peggio.. ma sento la coscienza pulita..
non so, ditemi qualcosa voi.. liberamente.

lunedì 9 luglio 2007

Badoo.com del mio cazzo!

Mi hanno tanto parlato di questo portale, che sono andato a darci un occhio... mi sono regirstrato per vedere un po' cosa offrisse di particolare.. niente che mi appassioni più di tanto.. Però ho commesso una cazzata: smaneggiando su un qualche menù che parlava di Msn, è partita una procedura che ha inviato una email a tutti i miei contatti su Istant Messenger, chiedendo di provare a registrarsi a Badoo.. scusatemi, non era mia intenzione, giuro.. Che poi so che, giustamente, c'è gente che mi s'invipera...

Pubblicità spagnole

Di ritorno dalla Spagna, per prima cosa, una rapida lista di cose strane, viste alla televisione locale.. Per continuare la continuazione di un vecchio post:
  1. Citroen: ancora i due cazzo di bambini (drogati), che litigano sul tipo di macchina che vogliono.. direi di far guardare loro meno Harry Potter, e più Fight Club, se proprio vogliono giocare di fantasia.. o anche Scrubs..
  2. Una compagnia telefonica, che viene sposorizzata da un tamarrone stile febbre dal sabato sera, che alla fine, non ho capito come mai, si ritrova tra le braccia di una sirena. Da notare che la musica, è il plagio di "Che idea" dei Flaminio Maphia.. che non so se sia poi loro...
  3. Tutti in Audi, a cantare la Hit del momento, in Spagna..
  4. Birra, non ricordo che marca.. tre tizi, in tenda, attaccati in parete, bufera di neve.. si cala un tizio, apre la tenda, gli smolla le birre. Poi che fa? Toglie la sua fune, si lascia cadere, apre il paracadute, e va via.. cioè, fa Base jumping al buio, con la neve.. un modo per dire che a bere, poi si fanno robe strane?
  5. Ricordate l'anello Durex? La pubblicità non l'ho più vista.. qui in Italia. Son dovuto andare a Valencia.. e sentirla in spagnolo.. risate!
  6. Questa è bellissima: due tizi in spiaggia.. tensione sessuale a mille.. e come lui tira fuori un pacchettino lucido, ecco comparire una squadra di cantanti di colore, vestiti di azzurro, che cantano tutti convinti, mentre i due fanno tranquillamente i fatti loro.. pubblicità di cosa? Preservativi ai sapori assortiti..

domenica 8 luglio 2007

"Giretto" a Valencia (partenza!)

Settimana scorsa, esattamente il Lunedì 02 Luglio (anche se esattamente sarebbe stato il 03), è stato il tanto atteso giorno, della mia partenza per Valencia, con un altro ragazzo, Roberto, conosciuto il giorno prima. No, nessuna fuga d'amore, ci siamo molto semplicemente offerti come autisti, per trasportare gli strumenti musicali dell'orchestra fiati del Liceo Rosmini di Rovereto. Il mezzo, un furgone Ford Transit, noleggiato per noi dall'organizzazione, che già dai primi chilometri, si è dimostrato ciò che doveva essere: comodo. Ed è pure nuovo, a giudicare dall'odore, e dai chilometri segnati. Naturalmente, come scritto in precedenza, Lunedì non sono riuscito a dormire come avrei voluto, ma la sera, nonostante tutto, non mi sentivo neanche troppo rincoglionito. Ritrovo a Volano con Roberto, verso le 22.00, per aspettare che i musici finissero prove, e ne abbiamo approfittato per sistemare le nostre cose, sia i bagagli con il necessario per il soggiorno, sia i vari (2) frighi da viaggio (tra i quali spiccava quello prestatomi da mio fratello: con presa all'accendi sigari per raffreddare.. grandioso.), ma anche tutta la tecnologia utile per il viaggio: palmare con navigatore (utilissimo), lettore cd (in mattinata avevamo constato l'assenza di lettori di qualsiasi tipo.. solo una misera radiolina), e alimentatore per accendi sigari con presa 220V, più ciabatta per collegare il suddetto lettore cd, il palmare, i cellulari, e se avessimo voluto, anche le luci dell'albero di Natale. Che a pensarci ora, non sarebbe stata neanche brutta, come idea: immaginatevi un furgone bianco, ricoperto di lucine colorate a intermittenza, sfrecciare carico di strumenti nella notte, prima Italia, poi Francia, ed infine in Spagna.. ricordarsene, la prossima volta.. Il furgone è dotato di due prese per accendi sigari, e nonostante avesse tutto questo ben di Tecnologia a succhiare energia, non ha mai perso un colpo. Al limite, lo si doveva tenere un pochino più allegro alla partenza, per i primi due metri. Finito queste operazioni, mi sono accorto di non aver ancora ricaricato il cellulare, quindi partiti alla ricerca di un Bancomat. Naturale, che l'unico trovato a Volano, non fosse abilitato a ricaricare i cellulari.. o meglio, lo faceva solo per le schede della Coop! Preso per Rovereto. Tanto non era il chilometro in più, a fermarci. Cavolo, proprio no.. Ricaricato, tornati alla sala prove, aspettato un dieci minuti, e finalmente gli altri hanno iniziato a scendere in strada. Non mi dilungo su queste operazioni, dico solo che hanno portato via parecchio tempo. Alle 24.00, partenza! Mi metto io alla guida, ci dirigiamo verso l'autostrada, e dopo nemmeno cinque minuti, già ci chiamano, dicendo di fermarci.. benone, penso, visto che dobbiamo anche passare da Brescia, e da Rovato, a caricare altri strumenti.. da notare, che della fermata di Brescia, ero l'unico ad esserne informato! Tutta la sera a dire: "ma sta tipa di Brescia?" e gli altri: "Nono tranquillo, devi andare a Rovato, niente Brescia".. Fortuna che 'sta tipa, Hilary, s'è fatta sentire... ed in tempo. Ed è stata anche puntuale: arrivati al posto indicato, era già lì, che ci aspettava. Neanche un bacietto con la lingua per ringraziarci, però.. w la gratitudine.. caricato il trombone (strumento) sul furgone, con mille raccomandazioni, e via. Ingresso in autostrada, e via per Rovato.. segnalate code, e già si temeva, in cabina, di perdere ore.. trovato solamente lavori sulla tratta, e nulla più.. usciti a Rovato, attesa di dieci minuti; discutendo su quanta gente uscisse, la notte, in un posto insulso come Rovato.. arriva il tizio, e ci molla la sua tuba. Una ragazza col trombone, un uomo con la tuba. I musicisti, secondo me, sono un pochino pervertiti.. A parte che quel cazzo di affare a momenti mi fa prendere una grezza, il tipo non la smetteva di menarla di starci attenti. Se Hilary aveva usato 1000 raccomandazioni, questo era almeno a 100000. Il motivo, l'ho capito poi.. Ripreso per l'ennesima volta l'autostrada, ed alle 02.11 ci si immetteva sulla A21, Torino-Genova. Il conta chilometri era stato azzerato alla partenza da Volano, e segnava 305Km quando abbiamo effettuato il primo cambio guida, dopo una bella pisciatina.. all'incirca, alle 03.42 sull'orologio del mezzo. Dovrei aver sonnecchiato.. le corse del giorno prima, si sono fatte sentire. Alle 04.12, arrivo nei pressi di La Spezia, un po' di indecisione sugli svincoli, ma nulla di rilevante, a parte forse dei camion, che se ne restavano, tranquilloni loro, in mezzo alla strada, a cavallo della riga mezzana.. Km 571.9, ore 06.42 Roberto cede alla fame, e ci cambiamo di posto. Mettiamo anche €60,0 di gasolio, avendo sentito dire che in Francia, il carburante, lo fanno pagare di più.. Ed io non vedo perché lasciare i soldi ai francesi.. tutti spocchiosi, con le loro baghette (un po' di stereotipi, che non fanno mai male).. Riprendo io la guida, e alle 07.03, passiamo il confine, Siamo in Formaggiolandia. Chilometri percorsi: 605.3; avanti Savoia! (questa per Alan) fino alle 08.30 km 723.5 altra pisciata, in stazione di servizio francese.. e devo dire, decisamente tenuta bene, molto pulita.. un pochino meno il tizio che ho visto svuotare la vescica e non lavarsi le mani dopo.. Cambio autista, ma non sono rimasto con le mani in mano: la Francia, ha autostrade privatizzate, da quanto ho capito, ed ogni tot km, si arriva ad un casello, per pagare.. vi avviso, portatevi parecchia moneta, specie se andare in macchina, con la quale potere passare per i cancelli automatici, che accettano monete. Cancelli a noi preclusi per le dimensioni del furgone, e per la necessità di farsi rilasciare gli scontrini, per giustificare i soldi spesi. Constatiamo (h09.18) che ci stiamo smenando un sacco di soldi, e tra un insulto e l'altro, passiamo un cartello che indica Km507 a Barcellona.. finita la voglia di insultare i franchi.. mi metto a far fotografie, più per passare il tempo, che per voglia di fotografare; anche perché, da un automezzo in movimento, attraverso i vetri, non è che venga un gran ché--. Alle 10.11, ad Arles, prendo l'iniziativa e propongo di uscire dall'autostrada, che proseguirebbe verso Nìmes, per poi scendere a Montpellier. La strada si sposta nel nulla, si fa stretta e polverosa; anche un pochino trafficata.. Roberto, dopo un po', inizia a darmi segni di squilibrio: ogni dieci minuti, mi domanda se so dove ci troviamo, ha paura che ci siamo persi, nonostante io gli elenchi i nomi dei posti da cui passeremo, e che puntualmente troviamo davanti a noi. Evviva la fiducia! Però sembra anche divertito, di questa uscita dal percorso, ripete entusiasta che non ha mai fatto una cosa simile.. Come complicarsi l'esistenza, ma esserne felici.. Ah, abbiamo anche attraversato un parco nazionale, o qualcosa di simile. Ore 11.35, abbiamo fatto 1000Km! Siamo nei pressi di Pézenas, o qualcosa di simile. A Bezier, sosta per visita ai cessi.. che schifo.. ci sono pure i marmocchi rompiscatole che dall'esterno battono sui vetri.. la tentazione di uscire a fare i miei bisogni sui genitori, è molto forte.. ripartiamo, e il palmare sbarella, e non sa più dove siamo. Intanto gli imposto una piantina, se trova il punto bene, altrimenti lo spegneremo, per recuperare la presa di corrente. Ottimizzare! Finalmente, alle 12.23, torno alla guida, siamo a Km 1063.2, nei pressi di Narbonne. Tutto liscio, Roberto se la sonnecchia, dopo tutto il suo periodo di guida. Alle 13.12 arriviamo al confine con la Spagna (Km 1133). Ci fermano i poliziotti spagnoli, e già temo di dover scaricare aprire, e ricaricare tutti gli strumenti.. invece appena capiscono che stiamo andando a Valencia, per il concorso musicale, ci lasciano andare. Siamo quasi agli sgoccioli con il carburante; a dire il vero ne avremmo ancora per almeno 50 Km, ma Roberto vuole comunque fermarsi appena possibile. Alle 13.26 e 1140 km alle spalle. arriviamo ad un distributore e mettiamo 60 litri. Non senza difficoltà. Il sistema della pompa è leggermente diverso: da noi selezioniamo 5€, 10€, 20€, oppure pieno. Invece quella macchinetta infernale, domandava quanti soldi volessimo mettere, oppure quanti litri.. siamo rimasti due minuti come due cretini a schiacciare bottoni, smaneggiare e provare; dopo tutta questa strada, non sarà uno stupido erogatore.. poi l'illuminazione è arrivata a Roberto, mentre io smaneggiavo con la manetta infilata nel serbatoio, considerando l'idea di morderne il tubo. Andata anche questa, in un qualche modo.. al 1262.4° Km, alle 14.42, dopo l'uscita da un casello, cambio guida. Tocca a Roberto, che mi ha pressato dal confine a qui, per mettersi alla guida. A 1400Km, iniziamo a delirare: "Se non ci accoglieranno in modo adeguato, eseguiremo un burnout con i portelloni posteriori aperti, e semineremo strumenti tutt'intorno".. Alle 17.00 siamo a Km1500, ma non siamo ancora in albergo. Causa scarsa segnalazione, gireremo per circa una mezz'ora, nel raggio di km intorno all'albergo, che questi geni hanno messo in zona industriale di un posto chiamato Almussafes. Ci sentiamo più volte al telefono con Andrea, il maestro dell'orchestra. Sono già arrivati e da ore sono in piscina, 'sti negrieri, e noi, ci sentiamo lasciati al nostro destino.. anche perché siamo andati in culo ai ricci albini, e non sappiamo come ritornare ad un posto conosciuto.. Vero che Km più, km meno. non dovrebbe far molta differenza, ma è esasperante non riuscire a trovare neanche le indicazioni dell'albergo, a parte un cartellone sulla tangenziali, con delle indicazioni che neanche in 3 giorni, saremmo riusciti a seguire. Probabilmente per la stanchezza, Roberto continua a sacramentare, verso i cartelli inesistenti, le macchine che circolano intorno a noi, al cellulare, contro tutto, insomma. Io che cerco di dirgli di stare tranzillo, e che mi farebbe cosa gradita a rallentare, nei pressi dei cartelli, se vuole che si riesca a leggere dove siamo, e fare il punto.. Niente da fare, non mi da retta. Gli propongo di darci il cambio alla guida, ma non ne vuole sapere. Ed il nervoso, salito anche a me già da un po', sta per esplodermi. Mi sento con Andrea un'ultima volta, e ci accordiamo che venga vicino alla strada, e si faccia vedere.. Non passa molto che lui intravede noi (cazzo, se aspettava che lo vedessimo noi, cotti com'eravamo.. e Andrea, senza offesa, non è affatto PICCOLO!), e finalmente imbocchiamo la strada giusta. Ci siamo passati davanti, solamente 3/4 volte.. Parcheggiato il mezzo, dopo le scontatissime battute al nostro indirizzo (per non aver trovato l'albergo), ci sistemiamo in albergo.. Di seguito, le foto del viaggio. Le altre, nei prossimi giorni..
2007 07 03_Viaggio per Valencia

domenica 1 luglio 2007

Non molte ore

Non manca molto, alla partenza per Valencia. A mezzanotte di domani, ritrovo per caricare gli strumenti, e via, una mezzagiornata alla guida del furgoncino, fino a Genova, e poi via per la costa francese e poi ancora giù a scendere per quella spagnola.. Oltretutto domani mattina dovrò, nell'ordine:
  1. chiamare la finanza, per informazioni riguardanti il trasporto di strumente da uno Stato all'altro
  2. passare in banca a ritirare i soldi per il noleggio furgone, e per farmi dare moneta, per i pedacci dei mangiaformaggiobaguettesottobracciosempreinbicicletta.. insomma, i Francesi
  3. trovarmi con l'altro autista, che mai ho visto prima d'ora
  4. andare a noleggiare il furgone
  5. controllare il furgone
  6. finire di preparare e caricare le mie privatezze
  7. dormire qualche oretta
  8. preparare una termos di caffè, bella tosta
Sono proprio curioso, di vedere come si sviluppera la cosa.. peccato nessuno delle persone che ho contattato, abbia, per un motivo o per l'altro, accettato di accompagnarmi.. sarebbe stato divertente. Ah, questo dovrebbe essere l'albergo. Cercherò di scrivere qualcosa di più dettagliato, nel rientro.. Porterò carta e penna...

Shinystat