sabato 14 luglio 2007

Secondo giorno valenciano..

Visita al famosissimo acquario Valenciano.. o meglio, alla zona "culturale", e stravagante della città. L'Oceanogràfic, e tutta la marasma di musei, con queste strutture futuristiche, fighissime da vedere, penso si chiami qualcosa come Ciutat de les Arts i les Ciències [Città delle arti e delle scienze (naturalmente, sono andato a ricercarlo su Wikipedia, il nome originale)], è il più grande pescivend... acquario di Europa, e fa un certo effetto, specie a chi (IO) non ha mai messo piede in posti simili.. Voglio dire.. entri, e ti trovi in vetrina pesci di quasi ogni tipo.. che se la cazzeggia... e tu non fai altro che pensare a quella scena de "Lo squalo", quella dei tizi nel tunnel sottomarino, e poi arriva il protagonista, e decide che non ha niente di meglio da fare che prendere a capocciate il tunnel, perché no... poi ti dicono che gli squali ci sono veramente, RISATE! Alimentiamo le paranoie!! Partiamo dall'inizio, però, e torniamo sull'autobus... come una brava scolaresca, avevamo deciso di andare a visitare questa zona, chi voleva, entrava, o al pescivendolo, o al Mart versione spagnola.. costo biglietto, €23.00 cadauno.. Eravamo di fronte a queste scelte:
  1. vedere i pesci e le forme di vita marine, come le piovre da venti metri, etc etc
  2. entrare al museone, a scoprire le meraviglie della scienza, e farci una cultura, razza di 'nioranti!
  3. entrare in tutti e due, cercando prima di vendere un pochino di popo', per avere tutti i soldini, e dopparsi un pochino, per l'immensità di quanto avremmo dovuto girare.
Ma ecco giungere il divino Alessandro Z, dove la Z non sta per Zorro, ma quasi, a rivelare il segreto di Fatima: "Con €25.00, è possibile fare il biglietto doppio!" Chi ha sentito queste parole (fortunatamente eravamo pochi), subito a urlato al miracolo, e si è fatta prendere da convulsioni mistiche.. anche il sottoscritto, noto eretico professionista, ha avuto un attimo di commozione, e ha ringraziato la Madonna.. magari in un modo un pochino stravagante, ma vabbé, che si pretende? Andata per l'ingresso a €25, che tanto, se si riesce a entrare in tutti e due meglio, altrimenti ciccia.. Scesi dal pullman, dopo i soliti (lunghi) attimi per organizzare tutti (che naturalmente, c'è sempre gente che devi corrergli dietro e ripetere le cose), abbiamo mandato il solito Maestro Andrea, che grazie alla sua autorità, alla conoscenza delle lingue, ma anche alla sua stazza, perché no, era l'uomo perfetto da sacrificare alla biglietteria.. una lotta estenuante, che però l'ha visto vittorioso.. Grandissimo! Non descriverò l'interno dei due edifici, spero le fotografie parlino da sole (considerato che QUALCUNO, mi ha criticato di metterci un sacco di tempo negli spostamenti, perché impegnato a far foto.. stesso QUALCUNO di cui parlerò tra non molto), ma devo dire, che il contenuto del museo delle scienze, NON ha suscitato grandi favori. Vedendo l'esterno, ci si aspettava chissà che.. a me non è dispiaciuto affatto.. tante robette da vedere più o meno interessanti.. tra tutte: teca piena di uova, in ambiente tenuto caldo, per la cova. Mai visto, dei pulcini appena nati, freschi freschi d'uovo.. un po', mi hanno impressionato: uno sembrava esausto, era fermo immobile affannato, e mi dava l'impressione di non durare molto, ed un altro ancora, che si dimenava per mettersi in piedi, con poco successo.. e scalciava l'aria.. spero che per la sera, li abbiano tirati fuori.. mica bello, sarebbe vedere le creature morte in vetrina..
Finita la visita, la carissima Elisa, ha proposto un giretto verso il porto, da dove sarebbe partita la corriera, per riportarci a casa.. ci ho messo un po' a convincermi, forse ero cotto dal sole, ma sono stato un pochino restìo, per paura di perdere il passaggio.. poi sai che casino? Già è un casino capirsi tra noi della stessa lingua, figurarsi con gli altri. E poi anche Ely, non è che abbia fatto pressione decisa, sembrava poco convinta anche lei.. fatto sta che ci siamo incamminati a piedi, seguendo le indicazioni di un Neo Zelandese.. sìsì, uno della Nuova Zelanda.. che ci ha indicato la strada.. che se aspettavamo un qualsiasi mangiatore di palle di toro... a sentirlo, tempo dieci minuti, e saremmo arrivati a destinazione.. invece ne abbiamo usati venti, ma con pausa gelato, in un bar di una tizia, che per farle capire "Ice cream", ho dovuto mimare di leccare un gelato invisibile.. numeri!! Arriviamo al porto dove si teneva l'American's cup, e per entrare in zona, si passava per metal detector come in aeroporto.. neanche dentro, ci accorgiamo di avere pochi minuti, per trovare il parcheggio della corriera.. telefonando, abbiamo scoperto che la corriera era sotto un grande orologio, nei pressi di una rotatoria.. ma va? Proprio dove eravamo noi.. guardati intorno.. gira.. cerca, chiedi agli sbirri.. niente.. altre telefonate: "Ma dove siete?", "Sotto l'orologio", "Non vi vediamo".. "Cazzo, siamo proprio sotto all'unica torre, bianca, con orologione.." s'é scoperto poi, che eravamo.. anzi, ERANO 300 metri spostati, dalla nostra posizione.. Ma se Elisa non avesse chiesto a due poliziotti di guardia al traffico, saremmo ancora lì, a cercare la corriera.. Se ci avessero detto semplicemente: siamo di fronte al deposito di Luna Rossa, non sarebbe stato tutto più semplice? Avrei risparimato di rinfacciare a Elisa, per circa 100 volte al secondo che era colpa sua, se rischiavamo di essere dispersi per Valencia, e esser dimenticati da tutti... mi vengono ancora i brividi... brrrr...
2007 07 05_secondo giorno: esplorazione

Nessun commento:

Shinystat