lunedì 23 luglio 2007

La gran finzione in Plaza de Toros

Eccoci giunti al grande giorno.. il concertone della sera.. al quale, avrei dovuto partecipare anche io, infiltrandomi, con le mie doti camaleontiche, tra i vari musicisti.. Se questo non bastasse, non potendo rimanere sul palco a bere il tea, e leggermi il giornale, avrei dovuto anche far finta di suonare un clarinetto.. Ma ogni cosa a suo tempo.. Prima di arrivare al concerto, naturalmente, bisogna prepararsi, vestirsi, organizzarsi, caricare il furgone, partire.. Tutto molto facile, vero? Già, come no.. Dopo doccia, indossato i vestiti di scena: pantaloni neri, calzini neri, scarpe nere (spazzolate per l'occasione!), camicia nera a maniche lunghe... sìsì, capito bene: a Valencia, con una temperatura esterna da friggere un uovo direttamente nel culo della gallina, dovevamo indossare camice nere fino ai polsi. Noi maschi. Perché le fanciulle, erano tutte allegre, nei loro vestitini (da stupro... ok, io non l'ho scritto--- ups!) neri tutti scollati, senza spalline, etc.. Noi, invece, le pezze sotto le ascelle, solo a pensare di uscire al sole.. e la bava alla bocca, a guardare le signorine (qui, le foto di Michelangelo, proclamato da me, "Maestro e signore dell'arte fotografica").. Disidratazione galoppante.. in più, il valoroso duetto del Transit (io e Roberto) doveva anche stare appresso alle due corriere, con un carico effettivo di moltissimi soldi (cazzo, ho sentito parlare di €40.000 solo di uno strumento), ed un carico emotivo di almeno un'ora di raccomandazioni, tra la sera prima, quando è stato (ho) caricato il furgone, alla partenza vera e propria.. Direte voi: cosa vuoi che sia, seguire due corriere? Beh, se delle due, prendi di vista quella guidata da Valentino Rossi, o forse dal Ghost Rider (lo stuntman), vi dirò, sono parecchio cazzi.. Naturale, che io abbia deciso di seguire questo.. già dopo credo 5/6 Km, l'altra corriera era ormai un puntino all'orizzonte, ma eravamo ancora su terreno di gioco facile. Una volta entrati in città, deve scattare qualcosa, nella testa degli autisti spagnoli, che non fa più vedere i semafori, le corsie, e fa disimparare a mettere le frecce. Altrimenti non riesco a spiegarmi.. semaforo verde: passava. Semaforo giallo: passava.. vabbé. Semaforo rosso... passava. Passava? PASSAVA!!! Ma non ti sei accorto, amicone, di questo furgoncino con tanto di "A" rossa, che ti sta pedinando dall'albergo? Stai trasportando musicisti.. Li hai visti caricare strumenti? No.. Ti verrà un attimino il dubbio che gli strumenti, siano proprio nel Transit? NO?! Neanche a dirlo, Roberto, con la sua flemma, che gli bestemmiava in svariate lingue.. ho riconosciuto il classico latino, il greco, un dialetto aramaico, e forse qualcosa di indigeno.. tutto alla spettabile attenzione della madre del carissimo... Da parte mia, ammetto che guidare, già bello accaldato di mio, cercando di pedinare una corriera impazzita, con un pitbull rabbioso al fianco che mi diceva di stare attento qua e là, cercando anche di calmarlo, non è che mi sia riuscito benissimo .. le vene della testa le sentivo belle pulsanti, gli occhi anche, me li sentivo come quelli di un toro... no, forse non era il posto giusto, per sentirsi come un toro... Arriviamo ad un semaforo, distanziati di circa una decina di metri, causa traffico, e dobbiamo fermarci. Per noi, il rosso, è ancora un colore sacro... dobbiamo fermarci a venerarlo. Ripartiamo.. e la corriera non c'è più.. non è possibile.. eppure è così.. Roberto sbarella una paio di ostiòni, s'incendiano un paio di suore sulla strada, ed io sto per entrare in modalità Berserk.. NO! Fermi tutti! Siamo proprio alla Plaza! Tiriamo un sospirone di sollievo, che già ci immaginavamo a vagare alla cazzo.. e visti i nostri precedenti.. Ci si trovava, però, su una strada con parecchie corsie, piene di macchine, e noi eravamo troppo a destra.. Dovevamo adottare una soluzione drastica, se non volevamo rimanere intrappolati nel flusso.. Soluzione? Freccia a sinistra, finestrino abbassato, braccio fuori a mo di freccia, e testa fuori anche lei, che male non fa.. non mi hanno insultato neanche più di tanto. E' brava gente, alla fine.. Nuovo problema: eravamo su una corsia, quindi utilizzata dal traffico, e noi non potevamo cercare posto peggiore per fermarci, ed iniziare a scaricare gli strumenti. Che a dirla tutta, non ci avremmo messo nemmeno tanto, se non fosse stato per i continui: "mi tiri giù quello", "mi rimetti su questo", e di gente che veniva a far richieste anche tre/quattro volte.. capisco tutto, ma gente, abbiate l'intelligenza di venir incontro a due poveracci, vestiti di nero, per di più con la camicia a maniche lunghe con 38°, incravattati, che spostano strumenti, cercando nel contempo di sbrigarsi a spostare il furgone per non farsi linciare da un poliziotto, che dapprima molto gentilmente ci ha lasciato fermare lì, ma dopo dieci minuti (giustamente), iniziava ad essere scocciato del casino che stavamo provocando.. L'ho già detto, ma lo ripeto: prossima volta, disegnerò un cerchio dietro al furgone, e chi si avvicinerà, non autorizzato, gli faccio cadere un tuba (strumento più suonatore) in testa! Scaricato il tutto, avanti alla ricerca di un posteggio nei pressi dell'arena.. Chissà perché ai tempi, non hanno pensato ad un bel parcheggio sotterraneo di cinque piani, climatizzati, e magari custoditi.. quanta poca lungimiranza! Ancora ho dovuto combattere con il traffico, ma questa volta, avevamo un'arma al nostro servizio: una ragazza spagnola, che fungeva come accompagnatrice (nel senso che accompagnava, nel significato stretto della parola, niente di illecito!!), ma che naturalmente masticava l'italiano come noi lo spagnolo.. situazione più che comica. Ma nel giro di 15 minuti, sono riuscito a:
  1. infognarmi in una strada strettissima, rischiando di portarmi a casa TUTTI gli specchietti delle macchine parcheggiate ai lati
  2. arrivare davanti al parcheggio, mancare l'uscita, e ripartire per un altro giro dell'isolato
  3. fare a gara di precedenza con un paio di tassisti locali
  4. intrattenere una breve discussione con la spagnola a bordo, che diceva che i tassisti pensano di avere il diritto di precedenza su tutto e tutti; io ribattevo di avere la precedenza sui tassisti spagnoli, vara ti!
  5. Ributtarmi nello stesso vicolo di prima
  6. sentirmi una serie di sciracche da Roberto, secondo il quale stavo per cavare lo specchietto a un furgone.. prospettive diverse... per me mancavano ancora 5 cm buoni..
  7. buttarmi nel parcheggio, tagliando la strada ad un tassista, per confermare la mia tesi di superiorità
  8. far ridere la tipa spagnola, che per non sbagliare,
  9. ha iniziato anche a darmi sberle..
Parcheggia, ritornano tutti i musicisti alla carica, dopo aver montato gli strumenti, a riconsegnare le custodie.. altro bagno di sudore.. finito il tutto, prendi il clarinetto che il buon Alessandro mi aveva montato e prestato, corsa all'interno dell'arena per trovarmi con gli altri, per prepararsi a fare l'ingresso.. clima molto tranquillo, mi è stato spiegato come tenere le mani sul clarinetto.. ho provato anche a soffiarci dentro, e ne è uscita anche qualche nota.. questo ha scatenato il mio IperEgo, che già voleva la parte da solista quella sera.. Saltellavo in giro battezzando di stronzate sia i miei "fratelli della Repubblica dei clarinetti", sia tutti gli altri. Almeno, ho fatto fare quattro risate.. Ah, non posso non riportare le frasi che più spesso mi sono stare rivolte:
  1. Ti hanno spiegato come tenere lo strumento (con te, solo in 9.123.873.075, grazie)
  2. Mi raccomando, fai vedere che muovi le mani, altrimenti ti sgamano subito (beh, dai, non sono ancora così pirla)
  3. Mi raccomando, la mano sinistra, non toglierla mai, non esistono note fatte solo con la destra (occhei... solo una domanda: qual'è la sinistra, e qual'è la destra?)
  4. Non soffiare, che magari ti parte una nota in una pausa (ma se per buttare fuori un paio di note, ho rischiato la sincope? Ho un clarinetto con ancia dura, e per di più mi è stata sabotata almeno sette volte, per evitare che emetta il più che minimo rumore!)
  5. Non far finta di suonare, quando i clarinetti sono in pausa, magari, segui dal leggio (se sapessi leggere dal leggio, magari saprei anche suonare, e non avrei bisogno di far finta, che dici?)
  6. Sai dove metterti? Sei con i terzi (o quinti, boh...) clarinetti (ma dai? E io che volevo mettermi in prima fila, coi fluti!).. cerca di non metterti vicino ad un'altra "comparsa" (questa poi, esilarante, ma la spiegherò poi)..
Arriva il gran momento dell'ingresso in Plaza de toro, e m'ha fatto un certo effetto, devo ammetterlo, il rimanere in mezzo all'area dove solitamente si svolge la Corrida.. insomma, diciamocelo, di solito ci sta gente importante, io cazzo centro? E chi sono io per andare contro la volontà Superiore (di Andrea...)? E perché mi faccio queste domande? Bah, chissenefrega.. Fatto sta che mi trovavo impalato, con uno pseudo piffero in mano, con la testa immobile, ma gli occhi velocissimi a continuare a guardare tutto ciò che riuscivo.. Me ne sbattevo delle telecamere che vedevo passare: una a mano, e una su giraffa; tanto, anche se mi avessero ripreso, e avessi fatto finta di suonare, anche un cieco si sarebbe accorto del bluff. Neanche alla musica, badavo molto, e quasi non me ne sono accorto, quando hanno finito di suonare. Via con l'uscita, che un pochino mi ha riportato al periodo di car al militare.. Questa era solamente una presentazione, non faceva testo per il concorso, per il quale mancavano ancora parecchie ore.. Perché non svagarsi un pochino, rimettendo tutti gli strumenti sul furgone? Ed ecco ripetersi il solito copione: tutti impalati davanti alle porte posteriori, a volersi liberare dello strumento, ma raccomandandosi più e più volte.. ancora gente che tornava, chiedendo di poter riprendere qualcosa che aveva dimenticato.. Ancora i nervi che iniziavano a reclamare il sangue..
Conclusa l'operazione, la decisione di montare la guardia al mezzo, ed il primo turno è spettato a Roberto (dopo un piccolo equivoco, per il quale il furgone è rimasto incustodito per qualche minuto.. ma meglio non farlo sapere troppo in giro!!), che comunque è rimasto in buona compagnia.. Ne ho approfittato per una visitina con Elisa al centro di Valencia, una serie di foto, visibili cliccando sull'album qui in fondo, e per prendere delle cartoline, che ora mi viene in mente, devo ancora non dico spedire, ma anche compilare... azzo.. Naturalmente i francobolli non li vendono assieme alle cartoline, e siamo andati alla ricerca di un rivenditore autorizzato. Di cui, neanche l'ombra.. Ma ecco il colpo di genio: Elisa che per chiedere indicazioni, si fionda in un baretto, cartoline alla mano, mimando il gesto di attaccarci qualcosa. Naturale, che dopo un momento di esitazione, il barista ci abbia dato una penna.. ripetuto il gesto aggiungendo anche la mimica della leccata, e già temevo che capisse chissà cosa.. ma forse sono perverso io.. Questo scoppia a ridere, e ci fa capire che "Noi non li vendiamo..". Grazie tante, signor Della Lampada, lo sappiamo anche noi, che non li vendete.. ma cercare di fargli capire il sarcasmo, la vedevo molto, anzi, troppo dura. Abbiamo deciso di tornare al parcheggio, per montare al nostro turno di guardia.. e per mangiare qualcosina, perché no..
2007 07 06_prima del concerto

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