riuscirò mai a farlo?
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Mah, niente di che, un po' di foto, un po' di pare, un po' di tutto e di po' niente. Ed alle volte, delirio sotto controllo
riuscirò mai a farlo?
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... me ne andrò in moto alle terme .. e tanti saluti!
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Questa settimana, tempo di tagliani per la due ruote.. con l'occasione, perchè non aggiungere altri due lavoretti, come cambiare la lampadina che misteriosamente mi è saltata Lunedì sera, mentre me ne stavo tornado tranquillo tranquillo a casa; o come farmi mettere la staffa per il supporto del bauletto, che ogni volta che si va a fare un giretto serio, si diventa matti per trovare il posto dove sistemare la roba. So che qualcuno griderà allo scempio della linea della moto, ma che cazzo, dai! Una tenda non si sa dove metterla, sulla mia moto.
Da notare che chi progetta moto, ha sempre un occhio di riguardo per il lavoro di chi arriverà dopo. Non si spiega altrimenti come mai, per montare un ferro colorato, con una piastra sopra, si debba smontare mezza parte posteriore di una moto, per un tempo complessivo di un'ora. Un'ora per chi lo sa fare, in questo caso il meccanico di turno..
Tutto questo perchè gli scribacchini Yamaha non hanno pensato niente di meglio che far fissare questa staffa direttamente sul telaio della moto. Forse nel motore stesso, a giudicare di quanto in profondità si debba andare..
Ed il bello, è che non ho neanche potuto prendere il bauletto: ho chiesto di provare il più grande disponibile, per provare a metterci due caschi. Naturalmente, non ci stavano. Perchè se l'avesse chiesto chiunque altro, sarebbe stato altro discorso. Ci sono rimasti male, poveracci, anche i due del negozio, che giravano caschi freneticamente, quasi disperati, mentre io canticchiavo il motivetto del Tetris. Passerò settimana prossima, a vedere un modello più grande. Che di fatto, forse così immenso non servirebbe, ma dato che lo metto su, almeno che abbia un po' di capienza: non si sa mai..
Una di quelle bare in plastica che si vedono sulle macchine, sono mai state montate su moto?! Potrebbe essere una cosa da prendere in considerazione.
Ennesima dimostrazione della mia sfiga: al primo tentativo di pagamento, l'operazione non è andata a buon fine. Anzi sì, ma poi è stata annullata. Mi hanno scalato i soldi, ma poi me li hanno ridati.. Non si sa bene per quale misteriosa incomprensione telematica.. Al secondo tentativo, scaricato i soldi, e più restituiti.
O al prossimo estratto conto, scoprirò di aver pagato due volte.
Ho già detto anche della lampadina? Non mi sembra.. quella che mi ha lasciato in panne, Lunedì sera, costringendomi a passare per le vigne, per paura di una pattuglia.. da provare, a farsi una strada di un metro di larghezza, non illuminata, solamente con la luce di posizione... Lampadina bruciata? Ma con chi credete di parlare? A me la lampadina è esplosa, letteralmente. Il meccanico ha ripulito da tutti i vetri. Abbiamo ipotizzato, che l'arcano misfatto, si sia verificato per la presenza di un po' di acqua all'interno del fanale.. naturalmente, non pioveva.
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Piccola sgaloppata, a trovare la mia bella, in quel di Cesenatico. Partenza ieri, con tutta calma, nel primo pomeriggio, con l'idea e la consapevolezza che non sarei mai entrato su una strada a pagamento, via!, un po' di vita in the road.. Tanto non avevo nessuna fretta, visto che Elisotta Weinsteiner era troppo occupata con i marmocchi della colonia, e da parte mia non avevo troppo da sbattermi per cercare la sistemazione, avendo già prenotato al Hotel Beau Soleil.
Velocità di crociera di circa un 80/90 Km orari, tanto nessuno mi corre dietro, e con la fortuna che mi ritrovo, so che mi basterà superare di poco i limiti, per ritrovarmi inondato di multe.. e comunque, anche se non mi sono fatto il classico giro lungo mare, non mi è dispiaciuto per niente, passare nell'entroterra. Ho avuto possibilità di passare per Mantova, Modena, per una infinita di paesi piú o meno grandi.. giornata calda, quindi non mi sono ferma to troppo a far foto, per non squagliarmi sotto alla giacca di pelle.. le poche soste che ho fatto, per bere un po' dell'intruglio che mi ero preparato (un misto tra acqua, zucchero, limone, e sale.. ve lo consiglio!), o per controllare la direzione, visto che tra Modena e Bologna, le indicazioni spariscono misteriosa mente.
Mi sono fatto circa 6 ore a cavallo della moto, che non ha dato mai il minimo segno di stanchezza; zainone da montagna, e sul sellino del passeggero, legato con un cinghia da 5 metri, un altro casco.. bello passare nei paesini e vedere la gente, ma in particolare i bambini, guardare passare 'sto deficiente piegato sotto lo zaino, e con un casco guasi totalmente coperto da cinghie.. e anche quando sono arrivato davanti all'albergo, sono riuscito ad attirare non poche occhiate. In albergo, niente da segnalare, a parte il vicino di camera che si guardava "Ciao Darwin", a tutto volume. No, dico, già quella trasmissione è squallida di suo, ma se poi me la fai sentire, di forza... e che risate che si faceva, il mio vicino di stanza... Ti auguro di essere finito in mezzo alle meduse! Quelle sarebbero risate.. Naturalmente, la sera sono riuscito a trovarmi con Elisotta Weinsteiner, che come detto prima, mi ha dedicato poco tempo.. del resto, era in servizio..
Mattina dopo, sveglia prestino, bella colazione (bella colazione, offriva l'albergo, veramente.. ci tornerei subito), aspettato Ely sotto l'albergo, e partiti alla volta di San Marino. Gentilmente, quelli dell'albergo, mi hanno lasciato depositare lo zaino per qualche ora, altrimenti col piffero che ci saremmo arrivati.. A meno che naturalmente, Elisotta non decidesse di farsi trasportare nello zaino. Mi immagino, io a guidare, con le gambette di elisa a muoversi fuori dall'imboccatura dello zaino.. Un figurone!
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| 2008 08 10_Cesenat |
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Confermata ancora la mia lentezza nei giri in moto in gruppo.. una chiavica, sono.. vabbè, come disse la volpe non arrivando all'uva, tanto a me piace andare con calma...
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Dimenticavo: ecco qui qualche info sul lago di Carezza direttamente da Wikipedia:
Vai a: Navigazione, cerca
| Lago di Carezza | |
| Paese/i: | |
| Regione/i: | |
| Provincia/e: | |
| Località: | {{{localitàlago}}} |
| Tipo: | {{{tipolago}}} |
| Superficie: | 0.035 km² |
| Altitudine: | 1534 m s.l.m. |
| Lunghezza: | {{{lagolunghezza}}} km |
| Larghezza massima: | {{{lagolarghezza}}} km |
| Profondità massima: | 17 m |
| Profondità media: | {{{lagoprofonditàmedia}}} m |
| Sviluppo costiero: | {{{costalago}}} km |
| Immissari principali: | nessuno |
| Emissari principali: | |
| Tempo di ritenzione lacustre: | {{{ritenzionelago}}} |
| Isole: | {{{isolelago}}} |
| Bacino imbrifero: | 5,81 km² |
| Volume: | {{{volumelago}}} km³ |
| [[Immagine:{{{mappa}}}|280px|Mappa del lago]] | |
Il Lago di Carezza (in tedesco Karersee) è un piccolo lago alpino situato nell'alta Val d'Ega a 1.534 m nel comune di Nova Levante (BZ), a circa 25 km da Bolzano. È incastonato tra fitti boschi di abeti e si trova sotto le pendici del massiccio del Latemar, che si specchia nella sua acqua cristallina.
Il lago è noto per i suoi meravigliosi colori e per questo nella lingua ladina viene chiamato anche "Lec de Ergobando" (o "arcoboàn"), cioè "Lago dell'arcobaleno". Il nome del lago deriva, secondo la Guida del Touring Club Italiano, dalle "Caricacee", famiglia di piante dalle foglie larghe lobate, dette in dialetto "carezza".
Il Lago di Carezza è privo di immissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. La sua estensione e la sua profondità variano a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche: il livello più alto è raggiunto normalmente in tarda primavera con lo scioglimento delle nevi. In tale periodo raggiunge una larghezza di 287 m ed una larghezza di 137 m, mentre il punto più profondo corrisponde a circa 17 m. L'acqua di supero scorre nel ruscello che sgorga ad ovest del lago. Nei mesi successivi, il livello dell'acqua cala, finché verso la fine di ottobre il lago raggiunge il livello dell'acqua più basso, con una profondità di soli 6 m. In inverno il lago di solito gela.
La temperatura massima dell'acqua (13 ºC) viene registrata nel mese di agosto.
Il Lago di Carezza è oggi una delle mete turistiche classiche del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Anche nella stagione invernale viene spesso visitato da sommozzatori, che effettuano volentieri le loro riprese subacquee sotto uno spesso strato di ghiaccio e registrano nei documentari i giochi di colori delle acque sotterrane. Il piccolo lago di montagna è celebre soprattutto per le sue placide acque, di colore verde cupo, e per il bel panorama di montagna con il gruppo del Catinaccio ed il Latemar sullo sfondo.
È raggiungibile attraverso la strada statale 241 (strada statale della Val d'Ega - chiamata anche strada delle Dolomiti). La strada, molto trafficata soprattutto d'estate, porta davanti al Passo di Costalunga nelle immediate vicinanze del lago e durante il giorno procura un po' di inquietudine. Il lago è recintato e non si può accedere alle sue rive. È particolarmente bello alla sera e al primo mattino, quando le orde dei turisti non hanno ancora sequestrato il vicino parcheggio e il gruppo montuoso del Catinaccio e del Latemar con il verde della foresta di Carezza si specchiano nelle acque cristalline del lago.
Indice[nascondi] |
Lo spettacolare aspetto del lago ha da sempre generato ammirazione e meraviglia. Intorno ad esso si raccolgono molte leggende altoatesine e numerosi scrittori e poeti ne hanno fatto il motivo di ispirazione dei loro dipinti e racconti. Le sue caratteristiche derivano dalla leggenda della bellissima Ondina, ninfa che ne abitava le acque. Lo stregone del Latemar se ne era innamorato e tentò più volte di rapirla. Un giorno, consigliato dalla Stria del Masarè, fece apparire sopra il Lago di Carezza un bellissimo arcobaleno allo scopo di attrarre la ninfa. Quando quest'ultima uscì dalle acque vide lo stregone e fuggì spaventata. Allora il mago, preso da gran furore, prese l'arcobaleno e lo gettò in mille pezzi nel lago. Da quel giorno nelle acque del Lago di Carezza si rispecchiano tutti i colori dell'iride.
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| 2008 06 22_Lago di Carezza |
No, nessun filmato divertente. Proprio per un cazzo.
I filmati non hanno bisogno di commenti:
Non voglio fare il santarellino, le mie belle tirate me le faccio anche io, la Opel Sporca in autostrada tranquillamente la mando dai 120 ai 160 km/h.
Ed anche in città (e fuori), sono ben consapevole di avere il "destro troppo lungo" (ma ritengo che i limiti in certe zone vadano anche ritoccati...!).
Un pensiero, con il bordello che si trova sulle strade, bisogna farcelo.
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| 2008 05 04_Giro in moto (non)Resia |
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| 2008 04 06_Benediz |
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| 2007 11 03-04_Casa Cad |
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| 2007 09 02_Wakeboa |
Sul posto, conoscendo i tempi di reazione di Masque, ci si è preparato il caffè, ed intanto abbiamo lanciato un paio di idee, tanto per fare: passare dalla Val di Sole, in un posto di cui non ci si ricordava il nome, a trovare Nadia (amica di Ely) che ci sta facendo stagione.. oppure verso Tione, a trovare un suo compagno di banda.. per me un po' tutto andava bene.. mi basta poco: fare chilometri, non correre come un disperato, e fermarmi ogni tot, per qualche fotografia. Altrimenti, cosa me la sono presa a fare la macchina fotografica, no? ;-)
Arrivato finalmente anche Masque, ma, senza la sua solita bardatura da 600cc.. pantaloni, e canottiera.. molto (poco) fasciòn, davvero.. e subito a giustificarsi, che preferiva decidere prima, dove andare, e tutto il resto.. bella la scusa: lo abbiamo capito che non voleva farsi l'ennesima sauna, dentro la tuta in pelle. Guarda che lo facciamo per il tuo bene, per mantenerti longilineo! Non ci divertiamo mica!
perdere la vita da motociclista... io magari, un po' sì.. e comunque, se non vuoi sudare nella tuta fetish, meglio che lasci ed è ora che ti compri uno scooter..
Deciso dirigerci verso la Val di Ledro, Storo, salire per la Val del Chiese, fino a Pinzolo, in Val Rendena, sosta alla Chiesa di S.Virgilio, permettendomi di fare qualche fotografia, riprendere per Madonna di Campiglio, Dimaro in Val di Sole, Val di Non (nessun errore! ;-P), e ritorno a casa. E' stato la prima proposta fatta da Masque, da quanto ho capito, è uno dei percorsi che è andato a cercarsi su internet.. questi motociclisti moderni, che i percorsi li trovano preconfezionati.. MAH!
Accettato subito, considerando che permetteva di passare sia vicino a Tione, che in Val di Sole.
Mentre Masque app si scolava il suo zucchero con caffè (tre cucchiai di zucchero!!!), ne horofittato per una seduta sul trono di ceramica.. son cose che danno soddisfazioni!
Nel frattempo, Ely sentiva le due persone, di cui naturalmente, una era incasinata, e l'altra, nessun segno di risposta.. “Chiamatemi se passate da queste parti”, vero Nadia? ;-P
Cambiare il programma? Naaaaaaaaaah... Anche per evitare di perdere altri 15 minuti, nella migliore delle ipotesi, a proporre altre alternative. Confermato ritrovo al distributore sotto casa di Masque, nel giro di una ventina di minuti: il tempo di farlo andare a casa, (5 minuti al massimo a piedi), mettersi la tuta (17 minuti con la chiusura di tutte le cerniere), e scendere a prendere la moto (3 minuti, grazie all'ascensore).
Lasso di tempo più che sufficiente, solitamente, prepararci a nostra volta.. e per realizzare, cosa diavolo avessi dimenticato: la protezione per la schiena.. la protezione per la schiena? Ma come cazzo... non ci metto neanche il culo, sulla moto, se non ho giacca in pelle, guanti, stivali, e tartaruga..
Colpa di Masque, e della roba che dovevo rendergli! Già m'immaginavo che qualcuno, avrebbe criticato con un: "Ma dimentichi sempre qualcosa? Io sono lento, ma ho sempre tutto.." come no.. e la macchina fotografica? :-P
E per non essere da meno, Ely non sapeva cosa mettersi. Volevo (probabilmente l'ho anche fatto) dirle di mettersi minigonna, sandalini (meglio se con tacco, e ottimo se a spillo), canottiera di quelle leggere.. Come i miei "motociclisti" preferiti, quelli che li vedi passare, in maniche corte, a cavallo di moto stradali (R1 generalmente).. oppure su scooteroni (per stavolta, li considererò motociclisti), calzando infradito.. Eravamo già in ritardo sui tempi di Masque (molto grave!!), e dovevamo fare pieno, e passare da me.. neanche a dirlo, squillino per avvisare che l'altra moto, era già pronta al distributore.. lo richiamo, e ci mette una vita a rispondere.. ed in più, boh, sento strano rumore di sottofondo.. viva voce? Mah.. "Cambio di programma: torna qui sotto, Ely si sta ancora preparando, sai come sono le donne! Io ti aspetto di sotto, e facciamo il pieno. Poi sosta da me, che ho dimenticato la tartaruga".
Ma la vita di noi motociclisti, è dura, il fato ci è avverso: non avevo soldi nel portafogli, e la macchinetta non mi leggeva la tessera del bancomat.. Ho trattenuto un bestemmione che avrebbe potuto incenerire un vagone pino di seguaci dell'azione cattolica.. prossima tappa, distributore sulla statale, verso casa mia, appena Ely ci avesse concesso la grazia di scendere..
Partenza, e dopo nemmeno tre minuti, prima sosta: un po' di liquido per le due signorine ruggenti, poi via! Altri 3 minuti di guida, fino a casa mia. Zak e tak ero di ritorno, con la protezione già allacciata. Io: "Chi fa strada?", "Fai tu, così almeno ogni tanto facciamo tappa, quando decidi di far foto". E così sia.
Viaggio tranquillo fino all'uscita in Val di Ledro, dove abbiamo trovato un pochino di coda, dovuta al classico "bago" su quattro ruote.. di quelli che non superano mai i 50 Km/h fuori città, e che se vedono un paio di tornanti, se la fanno addosso.. la strada, fin dopo al Lago di Ledro è stretta e tortuosa, e sono pochi i punti dove sia consigliabile superare (specie se si ha un passeggero che per palesare la sua contrarierà ai sorpassi azzardati, sferra pugni a tradimento nelle costole), infatti due Ducati stradali, ho avuto paura di vederle spiaccicate su un tornante.. deficienti.. che oltretutto, il primo, credevo volesse passarmi sotto allo specchietto, da quanto l'ho sentito vicino.
Tra un sorpasso (ponderato) e l'altro, arrivo al lago, dove ci aspetta un'altra scena: un cane misto topo, in mezzo alla strada, forse per correre dal padrone, o via dal padrone, comunque con manie suicide, stava per finire sotto al rimorchio della macchina davanti a me.. rimorchio carico di canoe, per essere precisi.. credo si sia fermato a un 20 centimetri massimi dalla ruota.. inutile dire che come l'ho visto, mi sono attaccato ai freni, non senza notare che la bestia faceva ora per venirmi incontro.. ma allora te la cerchi! Fortunatamente, dopo un momento di smarrimento, la bestia è passata dall'altra parte, incolume.. spero abbia azzannato alle palle il padrone, se uomo, e nella zona corrispondente, se donna.. ma certa gente, usare il guinzaglio, fa schifo? Poi hanno il coraggio di piangere, anche..
Rallentato il ritmo di marcia un pochino, per evitare altre sorprese, e lasciarmi alle spalle la zona, un po' troppo trafficata.
Arrivati a Storo, prima vera sosta, per una telefonata a Ceino, che ci ha raggiunti e pagato da bere al bar, e per un paio di foto ad una fontana col muco al naso.. yeah!
| Da 2007 08 19_Mo... |
| Da 2007 08 19_Mo... |
| Da 2007 08 19_Mo... |
Bryan invece mi ha risposto dalla Toscana, il cialtrone! Ma ti pare il caso di andare in ferie, quando veniamo a trovarti?
Ma da quando, a Storo, è usanza andare a fregare manichini blu?!
E rischiare una gamba, nel farlo?!!
Ripreso la strada, salendo verso Pinzolo, e a giudicare dalla strada bagnata, stavamo correndo proprio dietro al mal tempo.. sosta nello spiazzo sterrato vicino alla chiesa di San Virgilio, per scaricare un po' di acqua, ed un paio di foto al famoso affresco di Baschenis..ed ignorando Masque, che si lamentava della moto sporca di fango.. bah, motociclisti da pista!! Il custode, vedendoci fuori a guardare l'opera, ci ha invitati a dare un occhio all'interno.. un pochino titubanti (io e Masuqe, contemporaneamente in una chiesa?!! Cosa tireppe, il Papa?) abbiamo accettato l'invito, e abbiamo fatto bene: la prima cosa che ho notato, un altare completamente nero con dei teschi bianchi raffigurati sul marmo..
"CAPITAN HARLOCK!" volevo urlare, magari attaccandomi ad una delle colonne a mo di albero di nave.. ma non credo sia cosa carina, da fare in un posto sacro, vero?
Il tizio ci ha spiegato che non si trattava di un altare per pirati (UUUUuuuffa!), ma per i funerali, ed altre informazioni sulla storia della chiesa, dell'affresco (al momento in restauro), e dell'autore. Pare avesse realizzato l'opera come denuncia al vescovo di allora, che permise (o forse fu lo stesso mandante, non ho capito bene) la condanna a morte di parecchi contadini..
Ringraziato il custode, che stava per chiudere, e ci siamo diretti alle moto, incrociando un coppia con prole diretta all'interno della chiesa.. Brutto lavoro, quello del custode..
Pittore: La danza della morte.
Pittore: Sì. Che prima o dopo danza con tutti.
Jöns: Che argomento triste che hai scelto.
Pittore: Voglio ricordare alla gente che tutti quanti dobbiamo morire.
Jöns: Non servirà a rallegrarla…
Pittore: E chi ha detto che ho intenzione di rallegrare la gente? Che guardino e piangano.
Jöns: Invece di guardare chiuderanno gli occhi…
Pittore: E io dico che li apriranno. Un teschio spesso interessa molto di più di una donna nuda.
Pittore: Si spaventano ancora di più.
Jöns: …E corrono a buttarsi in braccio ai preti!
Scattate alcune foto, riprendiamo il viaggio, che prosegue bagnato ancora per un po'.
Via ancora, a macinare chilometri, ma questa volta, un paio di sbandate mi fanno capire che non è il caso di tenere velocità troppo sostenute.. infatti crollano, specie sui tornanti, fino a Madonna di Campiglio.. da qui verso il Dimaro, la temperatura cala parecchio, e penso ad Ely, poverina, che sicuramente dietro sarà assiderata.. Ma la ragazza è tosta, e mi dice di andare avanti.. e comunque, il fresco mantiene giovani, no?
Giù in val di Sole, e via in quella di Non, dove mi viene in mente, dovrebbe essere a casa Alessandro.. perché non dargli un saluto, che se venisse a sapere del mio passaggio, sicuramente me la menerebbe? Quindi esco dalla strada principale, sicuri di causare disorientamento in Masque, dietro.. l'idea è di dargli un saluto, fare due chiacchiere, e filare, magari verso Andalo.. sotto casa sua, gli squillo, e non risponde. Risquillo, e niente.. che sia in giro? Facciamo per ripartire, quando mi richiama.. semplicemente era sotto la doccia, appena rientrato da un “massacrante” giro in bicicletta. Invitati ad entrare, dapprima ci è stato offerto da bere, e molto volentieri abbiamo accettato.. poi come i parassiti che siamo, nonostante molti tentennamenti, ci siamo lasciati rimpinzare di cibarie, dalle crostate, alle “fortaie”, fino alla pasta.. neanche farlo a posta, nonostante non fossi l'unico a ingurgitare roba, mi è stato fatto carico di tutto il peso morale dell'invito: “è colpa di oskar se ci siamo fermati a cena”, “ecco che vieni a scroccarmi la cena, e non ti fai sentire per i giri in moto”, “oskar è un parassita”, ed anche i genitori di Alessandro, logico, ad infierire contro questa povera creatura, la cui unica sfortuna, è di essere piccola, nera, e molto malvagia..
Neanche le fotografie, mi si lasciava fare in santa pace.
Questa, senza l'intervento di Ely, che continuava a mettersi in mezzo, sarebbe risultata mooolto più interessante..
La mia vendetta l'ho presa su Masque, facendolo arrivare tardi all'appuntamento con la sua compagnia, così impara!
Il viaggio di ritorno non ha offerto niente di particolare da segnalare.. male al culo? Neanche un po'! A quando il prossimo giro?
A questo punto, mi metto comodo e ricomincio a leggere Solaris.
Il lavaggio moto è avvenuto la mattina dopo. Prima cosa dopo la colazione!! :-)