Avrei preferito farmi un giro su qualche montagna sulla quale non sono mai stato, ma via, le gallerie, sono le gallerie..
Grazie ad Igor, che nonostante il ritardo di circa mezz'ora, per prendere il pane di segala (SPETTACOLARE!), mi ha accompagnato in questa camminata. Nonchè per aver messo la macchina.. e per aver resistito alla tentazione di tornare indietro, nonostante il tempo non promettesse nulla di buono, fin dalla nostra partenza da Rovereto. Ma si sa, la Vallarsa in quanto a tempo, specie nella zona sul confine con il Veneto, spesso si lascia pregare..
Salta subito all'occhio una cosa, arrivando all'imbocco del sentiero: ai veneti piace il cemento, sìsì.. dove una volta c'era un cancelletto sfigato in metallo, per evitare ai ciclisti di salire, ora c'è un ammasso trapezioidale di cemento, una specie di anticamera al sentiero.. boh, abbastanza fuori luogo, direi.. giustificata la presenza di una tettoia 30 metri dopo, sotto la quale dei pannelli, spiegano la storia di questo posto, e dei suoi uomini..
La salita non ha presentato particolari problematiche, a parte uno strano calo di fiato nel sottoscritto, e Igor con i muscoli doloranti per il post tennis.. ma si è saliti abbastanza spediti, tra una foto, una deviazione di qua, una deviazione di la.. una pausa per mangiare un boccone.. un boccone... cazzo! Igor ha iniziato a tirar fuori il mondo, non credevo che in un panino, ci stessero tanti affettati.. almeno 1 Kg.. un maiale intero! Ma il pane di segala, azzo che spettacolo.. altro che la mia misera banana.. peccato che all'attimo di ripartire, il panino abbia un po' zavorrato le gambe del mio compagno di camminata.. forse era il caso di stare un pochino più leggeri...
Al rifugio (strapieno come al solito) pausa di circa mezz'ora, visto che anche il sole iniziava a farsi vedere; e mentre Igor si dava alla sua bibbia rosa, la Gazzetta dello Sport (ribadisco, per me dovrebbero chiamarla Gazzetta del calcio), io guardavo i tizi che arrivavano in bicicletta, dal sentiero degli eroi.. e architettavo un furto di una due ruote.
Scomparso il sole, rientro dal sentiero degli Scarubbi, senza particolari fatti eclatanti.. 2 orette e passa di discesa, tra telefonate, sms, chiacchiere, ricerca di funghi, e taglioni della strada..
Una nota: prossima volta, la strada delle gallerie, la si dovrà fare molto, ma MOLTO presto. Ne vale la pena, parola...
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