
Sabato 02 Settembre.
Da un mese oramai era stato deciso di andare a fare questo "giretto" in bicicletta. Naturalmente, come mio solito, tempo un paio di settimane me ne ero già completamente dimenticato. Fortunatamente sono stato riportato all'ordine da una mail, che mi chiedeva conferma. Questo circa 3/4 giorni prima del giorno X.
Un paio di giorni per organizzarsi. Fino al giorno prima si sapeva solamente che saremmo sicuramente andati, ma niente ni più concreto.
Il giorno fatidico, alle 07.30 passa a prendermi Alessandro, in macchina. Caricate le biciclette in macchina, e trovato gli altri due che avrebbero fatto parte del gruppetto, provenienti dalla Val di Ledro. Tutto questo entro le 08.00. Dopo i soliti convenevoli (baci, bacietti, succhiotti), partenza per Prato Verde dello Stelvio. Preso colonna, da Merano in poi. Non tanta, il giusto per arrivare a destinazione intorno alle 10.00. Partenza in bici, 3 da corsa e un rampichino, e appena iniziata la salita, mi son reso conto che non ci sarebbe stata storia, tra me e gli altri... fortuna che le bici da corsa hanno i rapporti più duri! Cazzarola, pareva volessero lasciarmi indietro già da subito!
La tendenza era comunque quella di sparare cazzate già da subito: Alessandro che con un fischietto, chiedeva strada, e "disturbava" gli altri ciclisti; noi tre che gli davamo corda, con altre stronzate... Alle volte rischiando il linciaggio, presumo.
Dopo nemmeno molto tempo, ho dovuto lasciar andare gli altri, per prendere il mio ritmo... ma nemmeno tanto scarso, considerando il chilometraggio sostenuto quest'anno... ok ok, smetto di fare lo spandi merda... mai una soddisfazione, ci si può prendere...
Boh, che altro dire? Arrivato al
quasi passo dello Stelvio pedalando, ma a causa della ressa di gente, bici, casini... mi sarò fermato a una 20 di metri dal cartello della foto sopra; anche perchè, avrei evitato voletieri di cappottarmi di fronte a tutta quella gente nel tentativo di sganciarmi tempestivamente dai pedali, se fosse stato necessario. E vedendo la situazione,
sicuramente, lo sarebbe stato.
Sosta di un'oretta, tempo per ripigliarsi, nutrirsi, e gustarsi la bella giornata che qualcuno ha voluto regalarci, per quel giorno.
Nota: come si gusta un panino ai wurstel a 2758 metri s.l.m., dopo parecchi chilomtri, ha qualcosa di incredibile...
Prima di scendere, una foto ricordo al cartello stradale che segnala l'altidudine del passo; cartello preso d'assalto neanche fosse un Vip assediato dai giornalisti: tutti in fila per farsi immortalare sotto di esso.
Più che comprensibile!
Ci sarebbe anche la parte di racconto innerente al ritorno dall'altro versante, ma non ho più voglia di scrivere, ed è ora di andare a mangiare... magari più avanti, se qualcuno me lo richiederà...
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