.requiem for a dream. by *rache-engel on deviantART
Tempo fa c'è stato un gran discutere, in Italia, di eutanasia, diritto alla Vita, diritto alla Morte, e mille altre chicchiere.. Chi sostiene che nessuno può permettersi di "staccare la spina" ad un suo simile, commetterebbe un omicidio. In risposta, chi dice che rimanere in condizione di "non vita", vada contro la dignità del malato.
Non ho intenzione affrontare questi scontri di opinioni, sono troppo personali. Ognuno è liberissimo di vedere la cosa come vuole. Preferiresti rimanere a perennemente a letto, ma con la speranza di miglioramenti? Buon per te. Meglio lasciare la speranza e le sofferenze? Accomodati pure.
Ma le persone che ci stanno vicine, coloro sulle quali (speriamo di no, dai..) potenzialmente potrebbe ricadere il peso di questa decisione, sappiano, e abbiano la certezza, della scelta che avremmo voluto.
Se (tocco ferro) mi trovassi nella situazione che so, di Piergiorgio Welby, tanto per citare un caso famoso, e non potessi esprimere la mia volontà, ora come ora è questa:
STACCARE TUTTO!
senza nemmeno pensarci.. non voglio ne rimanere a letto, mentre qualcosa mi divora dall'intenro, ne sapere (o pensare) ai miei famigliari, e a tutto il resto della baracca, soffrire nel vedermi in quella condizione.
Fino a ad un futuro cambio di pensiero (che verrà segnalato su questo spazio, presumo), la decisione è questa.
Ah, e se qualcosa fosse da reciclare, cuore, reni, orecchie, via! Svendita per cessata attività cerebrale!
Un pochino macabro come pensiero, pensare alla mia Morte, ma che cazzo, prevenire, bisogna!
Naturalmente, non che voglia zontarcela prima del tempo, sia chiaro! Ho ancora un sacco di cose da fare...
Ah, il titolo, "In manus tuas", è una citazione di un famoso personaggio, che proprio in questo periodo, passava le giornate a farsi inchiodare sulle croci...
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