Stamattina, visita alla famosa
galleria che collega il
Fiume Adige, al
Lago di Garda, precisamente a Torbole, nei pressi della Conca d'Oro, celebre ritrovi di truzzi regionali e non.
Come recita il fascicoletto che ci hanno consegnato, di questa opera, molti sanno che parte poco sopra Mori stazione (anche perché visibile anche dall'autostrada, e la pista cicliabile ci passa davanti), che ha determinato la scomparsa del lago di Loppio (i lavori hanno infatti spostato il corso delle sorgenti che dal Baldo fluivano in questa zona), e non molti sanno il punto esatto dove si getta nel Garda (andando verso Malcesine, appena superata la Conca, sulla sinistra).
Si può considerare come opera finale della regolazione dell'Adige, ma partiamo dalla costruzione, o ancora prima, al fiume Adige.
- Lunghezza: Km 409 (dal lago di Resia alla foce nel mare Adriatico a Porto Fossone)
- Bacino idrografico (capacità): Km² 12.000
- Bacino idrografico dei sui maggiori quattro affluenti (Passirio, Isarco, Noce, Avisio): Km² 7.000
Nel 1913 il Consorzio Atesino di Bonifica, apre l'elencazione degli interventi sull'Adige con queste parole:
""Prima del secolo XVIII furono eseguiti qua e là dei lavori di difesa di carattere del tutto locale e senza alcun nesso tra loro; l'Adige serpeggiava per la valle allagando e distruggendo le campagne; in molti luoghi la malaria imperversava funesta ed inesorabile, i paesi e le stesse città non erano sicure dalle minacce del fiume".
Risanare e midificare il corso del fiume, risultava utile, oltre che per un miglioramento delle condizioni sanitarie di chi abitava la valle, anche per poter assicurare l'esistenza di campagnie coltivabili, ma anche per mettere in sicurezza la rete viaria.
Nell'anno 1745 il primo consistente investimento (150.000 fiorini) per interventi di regolazione dell'Adige. Da subito fu chiaro che tutti i lavori, NON dovevano essere finalizzati ad un semplice "spostamento a valle del problema", ma che si doveva cercare di prendere una visione d'insieme del problema, in modo da rendere i lavori quanto più efficaci possibili.
Qui entra in gioco il signor Ignatz von Nowack, che tra il 1802 e il 1805 studia l'Adige su campo, a partire da Merano; decide finalità e criteri degli interventi, rileva cartograficamente e con precisione l'intero fondovalle, e disegna il nuovo corso del fiume. E molte sue ipotesi, divennero realtà.
.... guarda il sondaggio sulla sinistra
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