Da noi, si scala e si da gas per poter passare prima, di dover subire l'umiliazione di fermare il proprio mezzo.
Immaginatevi la scena: primo piano degli occhi del pedone; primo piano sugli occhi del guidatore.
Parte una musica western, stile Ennio Morricone. Ancora zoom sugli occhi del passante; si girano, incontrano quelli del guidatore. Si girano anche i suoi occhi. Ha fiutato il pericolo. La musica sale... scambio di inquadrature, pedone, autista, pedone, autista, pedone, autista...
La musica è un crescendo. Fino all'apice, quando entrambi prendono la decisione: il pedone mette un piede sulle strisce, l'autista, frizione, giù una marcia, rilascio frizione, e giù tutto di acceleratore... chi vincerà?
Sicuramente non la civiltà. E mi metto in prima fila, tra le bestie che dovrebbero lasciare la precedenza, come da codice della strada; quante volte, non mi sono fermato, dicendo: “Si fermerà quello dopo”?... La bestia a iniezione prende il sopravvento annebbia la mente... e sulle strade italiane, spopola la maleducazione.
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